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La città di Susa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

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Cattedrale di San Giusto (Sec. X)

Nome Descrizione
Indirizzo Piazza San Giusto
Telefono 0122 622053 (Parrocchia)
Apertura Sempre Visitabile
Tariffe Accesso Gratuito
Pubblicazioni Il Tesoro della cattedrale di San Giusto; Autori Vari - Ormae editrice s.r.l., CLUT s.c.r.l., pp. 168
Alto 51 mt., di stile romanico, presenta un'evoluzione in stile gotico del sec. XV (cuspide centrale e pinnacoli angolari).

Cattedrale di San Giusto (Sec. X)
Fondata nel 1027, la cattedrale di Susa, a croce latina, tre navate e un transetto sorge con la facciata impostata sulle mura della cinta romana e medioevale incorporando nell'angolo sinistro una delle torri romane della porta detta "Savoia" o "del Paradiso". In corrispondenza della navata sinistra, si vede chiaramente ancora un tratto della struttura romana in un'intercapedìne del muro di facciata.
Le tre navate sono separate da pilastri di forma irregolare con evidente derivazione della forma a T primitiva che nei primi due poteva anche essere cruciforme; sui pilastri si impostano archi longitudinali a tutto sesto senza capitello; verso la navata centrale si addossano ai pilastri esili colonnine a capitello cubico che sorreggono le ghiere degli arconi longitudinali a tutto sesto. Nel fianco sinistro della navata si aprono cinque cappelle. La prima, coperta da volta ellittica portata da arconi, ha un altare barocco; la seconda è coperta da semplice volta ribassata con altare dedicato a Sant'Onorato; la terza, la quarta e la quinta, strutturalmente identiche alla seconda, hanno altari dedicati rispettivamente a S. Anna, all'Addolorata e San Giuseppe.
Il braccio sinistro del transetto ha un ricco altare barocco dedicato al S.S. Sacramento; l'altare della navata, barocco anch'esso, è dedicato al Sacro Cuore.
La navata destra ha la medesima copertura di quella sinistra; termina con presbiterio voltato a crociera ed abside rettangolare voltata a botte con cupolino.
Due cappelle sono ricavate di fianco al campanile; una coperta da volta retta da arconi, l'altra costituita da un solo nicchione arcato.
Il campanile costruito in pietra, a base quadrata, si addossa alla navata laterale destra, circa alla metà; rinforzato agli spigoli da contrafforti, è a sei piani, oltre la robusta scarpa di sostegno, separati da archetti pensili a tutto sesto. La cella campanaria porta delle quadrifore, quella sottostante delle trifore e quella ancora più in basso delle bifore.
I piani sottostanti hanno monofore e feritoie.
È coronata da una slanciata cuspide ottagona fra quattro alti pinnacoli di cotto ricoperti di lamiera; fra quest'ultimi corre una balaustra traforata in cotto con doccioni in pietra.
Il piano sotterraneo del campanile, che è voltato a crociera con costoloni, presenta alle pareti affreschi di animali, di guerrieri, mostri e di figure simboliche, databili all'XI secolo.

Dipinti della cattedrale di San Giusto
Esternamente sul fianco meridionale della cattedrale osservando da destra verso sinistra incontriamo nella lunetta che sormonta una porticina la Crocefissione, databile tra il 1125 e il 1130.
A destra, sono inseriti in una cornice dipinta, i due angeli che reggono le insegne del cardinale Guglielmo d'Estouteville, realizzati negli anni compresi tra il 1457 e il 1483.
Infine nell'arco a carena rovesciata, che sormonta la porta d'ingresso del Battistero, l'ingresso di Cristo a Gerusalemme, che risale agli anni compresi tra il 1483 e il 1490. Presso l'altare delle reliquie, nel transetto a destra (detto delle reliquie perché nel 1577 l'Abate Guido Ferrero vi aveva fatto trasferire le reliquie raccolte dai vari altari della chiesa), è conservato un trittico, databile agli anni 1490 - 1500, proveniente dalla certosa di Banda, presso Villarfocchiardo.
Il dipinto rappresenta al centro la Madonna col Bambino, ai lati i santi certosini Ugo di Lincoln e di Grenoble, sul coronamento l'Eterno benedicente.
L'opera è una delle rarissime presenze in Piemonte di leonardismo lombardo.
La comparsa di questo dipinto in Valle di Susa alla fine del Quattrocento non sembra influenzare gli artisti locali.
Tra i dipinti collocati in sacrestia e nella sala capitolare si segnalano il polittico di S. Nicola, dipinto su legno della fine del XV secolo e rappresentante al centro S. Nicola in trono e ai lati episodi della vita di S. Nicola, e la Natività, opera di Defendente Ferrari, databile verso il 1518.

Allegati

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