vai al contenuto. vai al menu principale.

La città di Susa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Menu di navigazione

Chiesa di Santa Maria Maggiore (Sec. X)

Nome Descrizione
Indirizzo Piazza Santa Maria Maggiore
Telefono 0122.622447 (A.T.L. Montagne Doc)
Apertura Visitabile solo dall'Esterno
(dal 1749 chiusa al culto e ridotta ad abitazione civile)

Chiesa di Santa Maria Maggiore
Quella di Santa Maria Maggiore è probabilmente della chiesa più antica di Susa, di cui non rimangono che la facciata, del secolo XV, e il campanile, in stile romanico. Utilizzata fino al 1749, la chiesa è ora sconsacrata ed appartiene a privati, che ne hanno fatto un'abitazione. Fu dedicata fin dalle origini alla Vergine, e l'epiteto "maggiore" ne indica l'antichità e l'importanza nella gerarchia religiosa della città.
Secondo la leggenda, risale al I secolo dell'era cristiana, allorché un gruppo di fedeli convertiti da San Paolo e da San Pietro, per sfuggire ad una persecuzione, si diressero verso nord, giungendo fino ai piedi delle nostre Alpi.
L'allora prefetto di Susa, già convertito al cristianesimo, accolse e protesse i fuggiaschi e fondò per loro questa chiesetta.
C'è un'altra credenza: che la costruzione fosse, precedentemente, un tempio dedicato a Nettuno, perché sul campanile si vede un ferro a forma di bidente (donde il nome popolare di "campanile della forchetta"); quel ferro, ritenuto in origine un tridente, fu creduto il simbolo del dio del mare.
Ovviamente gli studiosi hanno smentito tutto, né hanno dato importanza al fatto che nei sotterranei furono rinvenute delle statuette di creta rappresentanti idoli.
Intorno al mille, un documento cita con precisione Santa Maria Maggiore, edifìcio ricostruito dopo le distruzioni dei saraceni, e ne sottolinea l'importanza; infatti, aveva la giurisdizione spirituale su quasi quaranta parrocchie della valle, e da essa dipendeva il Battistero che serviva tutta la zona. Dopo alterne e complicate vicende religiose e politiche la chiesa venne definitivamente chiusa al culto verso il 1750, e ridotta ad abitazione civile.
L'antica facciata, a capanna, è illuminata da una finestra a croce, da un rosone e da una piccola monofora. Non c'è traccia di porta d'entrata, poiché l'ingresso era laterale, in pietra.
Divisa in tre navate, senza transetto, la chiesa è orientata verso est, come tutte le chiese romaniche.
Il campanile ha base quasi quadrata, è alto circa 40 metri e si appoggia alle mura urbane.
Fregi in mattoni e archetti ciechi ne sottolineano i piani che sono illuminati da monofore, poi bifore e trifore e cella campanaria.
Essa è sormontata da una cuspide piramidale coperta da lose di pietra, che si conclude con il bidente di cui sopra si è detto, in realtà probabilmente una croce deformata dal tempo.
Al piano terreno si trova una stanzetta ricavata nello spessore delle mura (oltre 4 mt.) come ingresso interno alla chiesa; dal primo piano, che è parte del percorso di un cammino di ronda, si può accedere alla cella campanaria, dalla quale si può riconoscere, affacciandosi alle trifore, tutto il complesso monastico: chiesa, campanile, chiostro e corti interne. Questo bel monumento medioevale di Susa è stato solo recentemente sottoposto a lavori di restauro molto significativi, che ne fanno ora apprezzare tutta la bellezza.
Si è reso necessario, però, sostituire le colonnine a gruccia di qualche bifora o trifora, danneggiate dal tempo.